Di come ho fatto pace con le mie ginocchia

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Lo so, ci sono cose che danno fastidio quando guardiamo la nostra immagine allo specchio: i pantaloni che si fermano a metà coscia, le zip che non salgono nemmeno trattenendo il fiato. Per me il problema son sempre state le ginocchia: troppo poco magre, con quel tanto di ciccetta sopra da renderle fastidiose.
Certo, l’aspetto non è tutto, sono sempre i contenuti a rendere le persone speciali però questo caspita di abito il monaco lo fa.

Chi di noi non vorrebbe vedersi migliore di così? Beh oggi posso rispondere io.

Non fraintendetemi, non sono una che si dà delle arie, non sono bellissima. Sono una donna normale, con un paio di pregi e dozzine di difetti. Una che però ha capito che i miracoli non sono in vendita e da quando ne ha preso atto è cambiata. Non credete a chi vi vuole convincere che bastano tre minuti di allenamento al giorno per avere gli addominali, non è vero. Non fidatevi di chi vende work-out intensi a chiunque, anche a chi è in forte sovrappeso e non si allena da anni, potreste farvi male. State lontane dalle diete lampo.

Fidatevi di chi vi dice le cose come stanno, anche quando non fanno rima con chiappe e con Belèn.

Il primo grande passo è accettare il proprio corpo. Non è un lavoro facile, me ne rendo conto, ma è essenziale per compiere il successivo: fissare degli obiettivi reali e raggiungibili; evitando quindi l’insoddisfazione di inseguire qualcosa che non otterremo mai perché utopico o troppo lontano dalla nostra costituzione. Per me, ad esempio, è stata una liberazione smettere di chiedere al parrucchiere di farmi i capelli come Jennifer Lopez. Io: nordica, capello biondo cenere, pelle chiara, viso ovale e magro ho tentato di riconoscermi in lei, una donna latina dai capelli color miele, la pelle ambrata e il viso tondo. Una donna bellissima che però con me non ha in comune né la carnagione, né il fototipo (vabbè manco le doti artistiche, anche se quando sono in vena so improvvisare coreografie stratosferiche mentre rifaccio i letti che JLo levate).
Un ulteriore step è quello di imparare a valorizzare ciò che c’è di buono. E non ditemi che non vi piace nulla del vostro corpo perché non è possibile, semplicemente dovete osservarlo meglio, magari con occhio meno severo e tornare al punto uno qui sopra. Per quanto mi riguarda di me apprezzo la parte del busto: le spalle, le braccia, la schiena. Punto su quello, anche se per anni non ho fatto altro che ostinarmi a guardarmi le gambe, a volerle diverse: più lunghe, più magre, col ginocchio così e colà. Ho speso una fortuna in shopping sbagliato, il mio armadio ne è testimone.

Forza, guardatevi per benino, talvolta sopra alla gobbetta del naso ci sono occhi meravigliosi.

Fatta la pace con quel corpo imperfetto, imparando a volergli bene nonostante sia diverso da come lo avremmo voluto, si può procedere al passo successivo: lavorare con costanza e impegno senza mollare l’oggettività. Rivolgendosi a professionisti e non alle app, perché si rischia grosso al giorno d’oggi. Le competenze non si misurano in like e la serietà non si evince dal numero di followers (soprattutto sappiate che i followers si possono comprare per pochissimi euro).
Tenetelo bene a mente.
E tenete bene a mente anche che oggi Photoshop è alla portata di tutti, non serve un corso per usare il filtro fluidifica ed eliminare centimetri, cellulite e spesso ossa e pezzi di chiappe dalle fotografie. Questa gente non distorce solo le prospettive o gli stipiti delle porte, distorce anche la visione della realtà e con essa le vostre aspettative (e conseguenti frustrazioni).

Se ne avete la necessità contattate una dietista o una dietologa. Incontratela, non limitatevi a farvi fare un programma alimentare, piuttosto chiedete, capite come si abbinano i nutrienti. Imparate a mangiare sano, non improvvisate diete “no carbs” e non votatevi a queste sette pro pillole e beveroni. Affidatevi a chi ha studiato, a chi non vi promette di perdere 10 chili in due settimane ma nei giusti tempi e con impegno. Vi garantisco che quei chili non torneranno indietro con gli interessi.
Ricordate che alimentazione e attività fisica sono complementari quando si intraprende un percorso di questo tipo e anche qui vale la regola della professionalità. In un momento in cui tutti s’improvvisano competenti in tutto, scegliete bene a chi affidare la vostra salute e i vostri soldi.
Allenatevi costantemente e scoprirete che ne giova il fisico (risultati) e la mente (benessere). Ché è vero, talvolta alzare il culo dal divano è davvero un’impresa ma quando finirete gli esercizi starete molto bene. (se volete sapere a chi mi sono rivolta io restate sintonizzate, uscirà presto un post dedicato)

Ultimo consiglio: il peso non è tutto. “Tutto” è sentirsi bene, sorridere e sorridersi, a prescindere dalla taglia che veste meglio il nostro sedere. “Tutto” è godersi una fetta di torta al cioccolato, fare l’amore, bere un bicchiere di vino, tenere lo sguardo alto. È non credere alla perfezione costruita ad hoc di chi è popolare sui social o di chi ha il potere di veicolare messaggi (spesso sbagliati).

Credete in voi stesse e raggiungerete qualsiasi obiettivo di gran passo. Sì, anche con le gambe un po’ storte.

Vogliatevi bene.

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Cos’è la Blondeletter? Non lo so nemmeno io con precisione, ma dentro c’è: una notte insonne, mezzo barattolo di Nutella mangiato con il cucchiaio da minestra, computer in palla, panico, isteria e tanto, tanto entusiasmo.

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