Cosa aspetti, fai un figlio!

Diventare genitori cambia la vita, altroché se la cambia. Diffidate da chi vi dice che dovete sbrigarvi a fare un figlio.

“Hai trent’anni, devi sbrigarti. Tic Tac, Tic Tac”

“Ah, si è sposata anche Laura? E Stefania ha avuto il secondo? E tu?”

“Non si fa più serata ormai”

“Ma non vi annoiate voi due da soli?”

Fare un figlio non è una passeggiata. Durante la gravidanza non solo diventi obesa come una foca, tanto da non riuscire a lavarti bene i piedi quando sei sotto la doccia, ma arriva anche la nausea. Ti sveglia al mattino con la stessa delicatezza di tua madre che ti tira su le tapparelle perché sei in ritardo a scuola. Ma la nausea scompare dopo il terzo mese, dice la ginecologa; peccato che poi arrivi il bruciore di stomaco a ricordarti che anche il pane può provocare acidità di stomaco. Solo mio figlio sa quanto Maalox ho ingurgitato negli ultimi sei mesi della mia gravidanza. Andavo in giro con flacone e cucchiaio sempre in borsa.

Ma non è vero che sono i capelli – avrei dovuto partorire il sosia di Cocciante altrimenti – quelle sono leggende metropolitane.

Devi sapere che mentre sarai incinta chiunque tu possa incontrare: vicini di casa, nonne, salumieri, tutti nessuno escluso, si proporrà di indovinare il sesso del nascituro utilizzando dei rituali particolari. La mia vicina di sotto ad esempio ogni volta che mi incontrava nell’androne mi invitava giù da lei per fare un non so cosa con un tovagliolo, una sedia e le posate e vi assicuro che non intendeva invitatemi per cena. Può essere simpatico in effetti, ma dopo mesi e mesi di pronostici i casi sono due: so per certo che mio figlio è un maschio (vedi ecografie) oppure non credo a queste teorie nazionalpopolari.

Incontrerai persone che ti fisseranno insistentemente facendo strani conti col Pi greco materno per dedurre chi ci sia lì dentro e in quanti, valutando quanto tu sia prossima al parto dall’altezza della tua pancia. Io ho partorito il giorno dopo che una signora dal piglio navigato sul tema mi disse: “Cara andrai ben oltre il termine vedrai, hai la pancia così alta”. Thomas è nato due giorni dopo. A trentanove settimane. Per dire.

Ricordo una volta al supermercato che una signora un po’ avanti con gli anni mi si avvicinò con passo spedito, mentre ero intenta ad annusare un bagnoschiuma, e mi disse: “Per l’amor di Dio togliti quella collana o il cordone ombelicale di tuo figlio gli si attorciglierà intorno al collo!”. Vi lascio immaginare la mia faccia. Ma questa è ordinaria amministrazione quando si è incinte signore.

Dopo la sciatalgia, l’insonnia, il gonfiore alle caviglie e l’iper-minzione finalmente partorisci. In ospedale ti stupisci di quanto sia bravo il tuo piccolino perché passa il tempo a mangiare e dormire ma la realtà è un’altra: appena varcherai la soglia di casa lui si sveglierà e passerà il tempo a svegliare te che, pensando restituirlo all’ospedale, realizzerai troppo velocemente che non riposerai più.

La vita cambia eccome. Si impara ad esempio a leggere il labiale del conduttore del tg con il volume a 2 che è considerato al pari di un film muto.

Rimpiangerai le otto ore filate di sonno sotto al tuo piumone Ikea con grado di calore 6 quando dovrai svegliarti tre o quattro volte per notte. Ti accorgerai di avere un costante bruciore agli occhi per la stanchezza e occhiaie perenni come i sempreverdi.

Scoprirai che il pianto di un bambino è in grado di far vibrare delle zone dell’orecchio fino ad allora sconosciute. Quando ti sembrerà di non farcela più potrai sempre godere di una rinfrancante doccia lampo in stile risveglio alla Fantozzi.

Ma non spaventarti, è faticosissima diventare genitori ma poi passa, dicono che i più duri siano i primi tre mesi. Poi ritrattano allungando ai sei, poi ai nove. Quante volte ho sentito dire:” Vedrai dopo le coliche andrà benissimo” ma poi sono arrivati i denti e dopo i denti lo svezzamento e dopo lo svezzamento….

Nessuno ti dice che in realtà sarà sempre faticosissimo perché se fai qualcosa col cuore vuoi farlo bene, al meglio delle tue possibilità. L’impegno implica fatica e cosa pretendiamo: fare il mestiere più importante del mondo non può essere una passeggiata.

Anzi se essere genitore fosse una passeggiata sarebbe il K2 nelle peggiori condizioni climatiche, senza la giusta attrezzatura, perché quella devi costruitela tu mentre ti arrampichi.

Ma poi quando tutto si ferma, quando arrivi in cima, in quel momento vedi un panorama che i tuoi occhi non immaginavano nemmeno. Per noi genitori la vera fortuna è che questo momento si ripete ogni giorno, dal mattino alla sera. Tuo figlio che sorride felice o che dorme beato è quel panorama, è la risposta che dissolve la fatica, il bicchiere d’acqua fresca quando sei assetato.

È la consapevolezza che nella vita non c’è niente di più bello, non c’è gioia più grande né sorriso più spontaneo, non c’è niente senza il tuo bambino.

E scopri che e i polsi segnati dal latte troppo caldo sono ciò che hai sempre desiderato.

2 comments

  1. Mi hai fatto ridere tantissimo! Non pensavo che la gente rompesse così le scatole alle donne incinte, se mai toccherà a me dovrò fare scorta di parolacce per queste occasioni 😉

    1. Uhhh se rompe le scatole. Dispensa consigli non richiesti e qualunque cosa tu faccia non è mai quella giusta. Preparati ad avere molta pazienza già da ora. 😀 Un abbraccio grande

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Cos’è la Blondeletter? Non lo so nemmeno io con precisione, ma dentro c’è: una notte insonne, mezzo barattolo di Nutella mangiato con il cucchiaio da minestra, computer in palla, panico, isteria e tanto, tanto entusiasmo.

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