Grazie, davvero non dovevi disturbarti…

In questi giorni corre voce che Angelina Jolie sia poco talentuosa

chissà se quando apre i regali di Natale almeno lei riesce a tenere fermo il sopracciglio, che spinge per inarcarsi, in segno di disapprovazione nel ricevere l’ennesimo spremiagrumi. Forse Angie riceve brillocchi al posto degli spremiagrumi ma se anche il talento dei migliori attori davanti a certe situazioni vacilla, figuriamoci il nostro che Stanislavskij non sa nemmeno scriverlo in modo corretto. Eh si, anche loro messi lì sotto lo sguardo di tutti, a scartare un regalo si sentirebbero a disagio. Non c’è cosa più imbarazzante di quando qualcuno ti guarda mentre spacchetti la carta con le renne, che avvolge il tuo dono. Ti senti studiata nel minimo dettaglio, mentre la luce della stanza sembra diventata più forte, così forte da farti anche diventare rossa, nessuno starnutirà finché non avrai aperto il regalo. Così provi ridicolmente a spostare l’attenzione: inizi un discorso tipo sulla cena in via di digestione, fingi che lo scotch proprio non voglia strapparsi, provi (senza un motivo plausibile) a non rompere la carta regalo o a voler conservare i fiocchi, emetti risolini troppo acuti per battute poco divertenti. Il disagio.

Ma alla fine ti tocca, devi aprire il pacco e molte volte il contenuto è proprio un pacco.

Perché diciamocelo senza paura, ogni anno riceviamo qualche ciofeca che, per amore del “basta il pensiero” e per non ferire la sensibilità del Babbo Natale di turno, dobbiamo fingere sia la cosa che aspettavamo di ricevere da una vita. Nella realtà quella roba lì era in regalo coi punti della Conad ma piuttosto che averla in casa abbiamo cambiato supermercato.

Capita a tutti al compleanno ma a Natale c’è fortissima probabilità di tripletta.

Ogni inizio anno ci si ritrova pieni di pela patate a forma di rana, sbuccia ananas che non si capisce neanche come utilizzarli, formine per fare i biscotti che continuerai a fare tondi, spremi dentifricio che al primo cambio tubetto finirà nella spazzatura e via con altre minchiate stratosferiche che ci riempiranno casa come le bomboniere dei matrimoni. E non ditemi che sono senza cuore, è che a volte bisogna ammettere che una cosa non ci piace senza sentirci in colpa.

Insomma quando si fa un regalo bisogna pensare alla persona che lo riceverà e tentare di fare cosa gradita, a volte le persone sembra si mettano d’impegno per regalarti robe assurde, per metterti in crisi e farti assumere quell’espressione tirata, quel sorriso che non coinvolge gli occhi, che al posto del “grazieeee” di circostanza preferirebbe dirti “secondo te dovrei indossare questa sciarpa? sembra un gatto trans coi brillantini”.

Comincio a pensare che ci siano siti web tipo cazzateinutilidaregalare.com oppure negozi specializzati dove puoi bere lo champagnino post acquisto del cazzo, facendoti grasse risate con le cassiere sul malcapitato destinatario del regalo. E non la faccio una questione di costi, non è questione di spendere una fortuna per fare un regalo, si riescono a fare doni bellissimi con pochissimi soldi, basta che siano pensati. C’è il mio amico M. che preferisce addirittura i bigliettini ai regali, a patto che contengano parole sincere che vadano al di là delle frasi fatte.

Oppure se non si può fare un regalo perché i tempi sono quelli che sono per tutti? Lascia perdere la carta igienica con i dollari stampati, fate dei biscotti e confezionateli, saranno sicuramente un pensiero gradito perché fatto con le vostre mani.

Forse era meglio da bambini quando Babbo Natale si prendeva tutta la responsabilità del parco giochi in salotto, oneri e onori erano tutti suoi. Poco importava che mamma e papà si facevano i viaggi su e giù dal box al freddo all’una di notte della vigilia e si mangiavano il salame che noi figli premurosi lasciavamo sul tavolino per rinfrancare gli sforzi del ciccione vestito di rosso. Era lui e solo lui che, letta la letterina, provvedeva a recapitare tutti i doni richiesti senza spese di spedizione molto prima di Amazon.

Ho nostalgia di quelle letterine con gli alberi di Natale disegnati, così ho deciso che quest’anno farò anch’io la mia letterina.

CARO BABBO NATALE

Quest’anno sono stata veramente brava: ho mantenuto la calma quando me le hanno fatte girare, ho sbroccato meno dell’anno scorso, ho fatto pensieri positivi, ho provato a migliorarmi… Perciò, dato che i modi per far felice una Donna con i regali sono come le vie del Signore (scarpe di Zanotti, borse costose, gioielli preziosi, viaggi, abbonamenti in Spa, ecc) qui sotto troverai alcune indicazioni per essere sicuro di non sbagliare.   NON REGALARMI:

  • abbonamenti in palestra, non ci vado perché sono scostante, meglio carte prepagate.

scusatesonounagemelli

  • intimo color trasù de ciuc meglio conosciuto come vomito di ubriaco, la lingerie di questo colore non dona a nessuna, eccetto Irina Shayk, ma lei non fa testo. (per chi non fosse milanese clic qui)

scusate sono una gemelli

  • roba di Gucci, compresi: portachiavi, portamonete, portafogli, agendine, borse, scarpe (mai!) odio profondamente il logo Gucci.

GWES18

  • sciarpe in lana lavorate, apprezzo l’artigianalità ma tutti quei “fru fru” non fanno per me, anche se passate sotto al letto devo dire che tirano via i gatti di lana che è una meraviglia.

scusatesonounagemelli

  • Film di fantascienza tipo quelli con i supereroi, con i robot. Zero proprio!

scusatesonounagemelli

  • Libri troppo impegnativi, già la vita è pesante poi mi tocca spolverare anche il blocco di Nietzsche sul comodino.

scusatesonounagemelli

  • Pantofole, anche carine non le uso perché preferisco rompermi le dita dei piedi contro gli spigoli.

scusatesonounagemelli

  • Smalti per unghie perché al momento me le sto mangiando e penso che andrò avanti fino a dopo le feste.

  la gemelli si mangia le unghie

Scusa per averti chiamato “ciccione vestito di rosso”

Con affetto

Francesca

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