Cose dei film che avrei voluto (e che vorrei ancora adesso)

Cose dei film che avrei voluto (e che vorrei ancora adesso)

Da bambina guardavo un sacco di televisione.

Da buona figlia degli anni ottanta passavo i pomeriggi a passare in rassegna ogni film di animazione della Disney. Erano tempi in cui i cartoni animati forse non insegnavano a contare in inglese fino a cento ma avevano la morale, anche quelli che non erano proprio una favola (ne ho scritto qui alcune considerazioni).
L’olio di palma era D.O.C. (Dappertutto, Ovunque e Comunque) e la Mulino Bianco produceva ancora le merendine col soldino di cioccolato bianco. Quelle che si piazzavano sulla pancetta, deformando la riga bianca del body di ginnastica artistica.
Non che fossero tempi migliori ma erano i miei.

Di montessoriano in cameretta non avevamo niente, ma i giochi quelli sì che erano sperimentazione, libertà e fantasia.

Quando non ero fuori a giocare mi sparavo ore ed ore di vhs. Erano i tempi dei primi film per ragazzi.  

Guardavo questi bambini americani e sognavo le loro vacanze alla casa al lago, salopette in jeans e scarpe da tennis e via sul molo a pescare. Anche se a me in realtà i vermi hanno sempre fatto schifo.
Tutti avevano una casetta sull’albero, almeno uno per isolato, era la base perfetta per trascorrere l’estate. La sera mangiavano pizza dal cartone, illuminati solo dalla luce di qualche torcia.
Organizzavano mercatini sul prato perfettamente rasato di casa e vendevano limonata: un dollaro per un bicchiere.
Andavano sui pattini a rotelle e in bicicletta, rigorosamente con gli ammortizzatori e gli streamers sul manubrio. Quelle nappine colorate mi facevano impazzire, anche se col senno del poi credo che mi sarei imbambolata a guardarle svolazzare rischiando di grattugiarmi il mento sull’asfalto.

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Casetta di cartone Studio Roof, coda da sirena My Little Day, macchina fotografica subacquea Sunnylife, pattini a rotelle Rio Roller, bottiglietta per limonata Maison du Monde, streamers multicolor Etsy

E le camerette? Robot, razzi spaziali, enormi letti a baldacchino pieni zeppi di morbidi cuscini. Sotto ai letti tanto spazio per i diari segreti e in un angolo della stanza meravigliose capanne dove rifugiarsi per leggere. Adoravo le stanze di quei film, non fosse per gli armadi a muro con la lampadina da accendere col filo. Ecco quelli non mi sono mai piaciuti.

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Pantofole Zara Home, lampada neon arcobaleno Sunnylife, ghirlanda di stelle Numero 74
tazza petite princesse Make International, bulbi multicolor Rex, cerchietto cupcake H&M, tenda Deuz

Anche la scuola era diversa rispetto la nostra: avevano la divisa e mettevano i libri nel loro armadietto. Cambiavano aula ad ogni lezione, la mia preferita era senza dubbio il laboratorio di chimica. Io, che alle medie al massimo ho fatto l’ipertesto nell’aula di informatica, sognavo di fare gli esperimenti con il ghiaccio secco e il camice da piccolo chimico.
A pranzo se ne andavano al self service con il loro vassoio e il brick del latte mentre noi stavamo seduti ad aspettare il purè con i grumi e la fettina di lonza in una mensa che puzzava sempre di frittata con i broccoli.

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Termoscopio e Crea arcobaleni di Città del Sole, penne con inchiostro invisibile Smallable, mobiletto Ikea, evidenziatori profumati Smallable, set per hamburger Flying Tiger, calze di spugna American Apparel

Da bambina adoravo le avventure dei Goonies, i ladri pasticcioni di Mamma ho perso l’aereo, sono rimasta traumatizzata dalla morte del piccolo Thomas di Papà ho trovato un amico. Ho insultato mamma Miranda di Mrs Doubtfire, mi sono commossa gridando: “Nooooooo Artax, non mollare” mentre il povero cavallo veniva inghiottito nelle sabbie mobili.

Le ho vissute una ad una quelle storie. Ho avuto la fortuna di crescere giocando libera di essere la ballerina in tutù con gli anfibi ai piedi che sono sempre stata. Sporcandomi e spaccandomi le ginocchia per poi metterci cerotti fucsia. Costruendo capanne e basi segrete. Addormentandomi stanca e felice, sempre.

Immagine in evidenza: Etsy



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