Non ci sono solo il bianco e il nero, ci sono almeno 50 sfumature di grigio in mezzo

 

Bene, nel giro di un’ora e mezza è finito tutto.

La mia sete di conoscere tutti i RAL di quelle 50 sfumature è stata soddisfatta

Mesi e mesi di estenuante attesa, un’attesa resa ancora più incalcolabile grazie a teasers sapientemente progettati. Mesi di trailer prima in inglese e poi in italiano (ma chiarissimi anche senza audio infondo). Dopo tutto il tempo passato a criticare quel Grey un po’ babbo e quella Anastasia dalla pessima camicetta a fiori, finalmente mi siedo in sala. Mi accomodo su di una poltrona prenotata on line, con un biglietto acquistato un mese prima, molte caramelle e con me milioni di altre curiose.

Finalmente sono arrivati i 100 minuti che tutte le donne , ma anche parecchi uomini, hanno atteso con devozione e pazienza.

La sala è piena

Affollata di gruppetti di donne: adulte e ragazzine, le prime dalla risata sguaiata e troppo rumorosa, le seconde sicuramente troppo piccole e troppo sveglie per la loro età. Gran parte di queste forse non hanno nemmeno letto la trilogia della James ma sicuramente chiamate a presenziare all’uscita del film-evento del 2015.

Il film sta per iniziare

ed io continuo a guardarmi in giro, c’è anche qualche coppia che forse nel buio della sala prenderà anche qualche appunto; soprattutto gli uomini, troppo giovani, che immagino divertita questa mattina di fronte allo specchio del bagno a provare lo sguardo penetrante alla Christian Grey mentre dice ad Anastasia che lui non fa l’amore, lui scopa. La differenza sostanziale tra le due situazioni è la seguente:

  • il bagno, il primo con mobiletto Ikea e sanitari Ideal, il secondo in blocco di marmo di Carrara scelto personalmente da Architetto in comunicazione ultraterrena con l’anima del Bernini.
  • il fisico, il primo non più bambino ma non ancora uomo, il secondo molto uomo.
  • i soldi, perché diciamocelo chiaro se ti dice una roba così un ragazzino con i jeans con fuori il sedere gli tiri anche un ceffone.

Davanti a me e alle mie amiche un momento quasi surreale. Una mamma dal suo posto si dirige a passo spedito da tre ragazzine, delle quali una si scopre essere sua figlia, e le dice: ” Senti un po’ io vi ho portato qui ma adesso fate le brave perché io vi vedo, e se vedo o sento qualcosa che non mi piace si va a casa!”. Il tutto corredato da un indice puntato a turno sulle teenagers in piena scoperta ormonale.  E se ne torna al suo posto, lontano una decina di poltroncine per separare gli imbarazzi di un Christian che fa partire qualche schiaffetto sul bel sedere di Ana.

Buio in sala

Parte un applauso e un uhhhhhh, poi vari shhhhh e mugolii vari.

A tratti la sala era molto fredda, nonostante la trama parecchio hot, credo fosse colpa degli addetti ai lavori che, vedendo vampate di calore qua e là, hanno sentito la necessità di raffreddare gli animi con delle botte di aria condizionata da luglio pieno.

Alcune signore, avanti con l’età, sono state sorprese a fotografare con flash lo schermo mentre Mr. Cinquanta sfumature mostrava il b-side nudo e crudo, chissà poi per farne cosa.

Agli attori non avrei dato un euro, e invece mi sbagliavo

Dakota Johnson nonostante i suoi occhi un po’ troppo dimessi veste benissimo i panni di Miss Steele, tirando fuori le sfere (e non intendo quelle d’argento) nei momenti giusti e rendendo orgogliose noi spettatrici.

Jamie Dornan invece devo ammettere che anche senza barba rende. Occhi profondi e sguardi strappa mutande si sprecano ma equilibrati e mai eccessivi. A tratti qualche battuta ironica che ha fatto ridere la sala rendendo più reale questa storia d’amore a dir poco eccezionale.

Nel complesso il film ha reso giustizia al primo libro della trilogia, anche se la fine è arrivata troppo presto mentre noi avevamo ancora fame di sapere.

Stamane la sveglia ha suonato molto presto, un colloquio alle 10.00 in centro a Milano mi aspettava. Come sempre tutto di corsa ma arrivo con il mio solito anticipo da ansia-da-ritardo. Seduta su una lunga panca minimal, in una stanza bianca per un attimo ho sperato di incontrare un Mr. Grey che mi facesse il colloquio e proprio mentre ero quasi un’agonista del morso del labbro arriva lui: Andrea, molto poco grey, direi piuttosto pink, ma comunque molto simpatico. Non cado sulla soglia della porta e ringrazio il cielo perché con me c’erano altri 13 candidati che sicuramente mi avrebbero calpestato.

Finito il colloquio torno a casa e prendo un taxi, il tassista non era esattamente Taylor ma anzi, mancava un dito nel naso e il quadro del perfetto squilibrato sarebbe stato lì, alla mia portata. Segno del cuscino sul retro-fianco dei capelli, taxi lercio come un wc del metrò, monologhi in solitaria tirati insieme da una logica tutta sua, inchiodate e riprese da conato.

Ecco diciamo che ti rendi conto che certe cose accadono solo nei film, o a quella gran culo di Anastasia Steele.

Avete visto il film?

Immagine in evidenza: “The day after”

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