Lunedì e le chat fra mamme…il male assoluto

Il lunedì per me è sempre la solita storia: poca anzi pochissima voglia di alzarmi.

Mal di vivere, voglia di socializzare pari a zero, progetti alimentari disattesi drasticamente già dalla colazione. Jeans troppo stretti, fianchi troppo larghi.

“Vaffanc**o” facilissimi che prendono iniziative in solitaria passando da cervello a bocca senza che la colazione a base di tè al buon senso li filtri.

Un’agonia, che perdura tutto il giorno. Da mattina a sera e se va male anche il giorno dopo. Perché non è che il martedì io mi svegli con il culo di una ballerina di samba. Eppure la domenica metto sul piatto tanti progetti: commissioni da fare, ricerche da iniziare. Spesse volte gli obiettivi sono così utopici che sembrano nati dall’abuso di sostanze stupefacenti. Penso anche di poter diventare una persona migliore. Compilo liste e promemoria, lo faccio anche con slancio, ma poi forse durante la notte oltre ai piedi mi si congelano gli entusiasmi.

Prima del prossimo venerdì ci sono un sacco di giorni, un sacco di impegni, c’è il mercoledì che detesto col suo stare né di qua né di là, come il grigio, come la taglia 44 e come i dolci senza burro.

Ma chi può essere di buon umore al lunedì?

Nessuno. Nemmeno la coffee therapy può raddrizzare quella luna così storta da far vedere il mondo al contrario. Cielo sotto e terra sopra, pesante e pronta a schiacciare la leggerezza delle nuvole, dei sogni ancora tiepidi.

Il lunedì è il male. Se fosse una persona sarebbe la suocera, se fosse una situazione meteo sarebbe la nebbia e se fosse uno strumento di tortura sarebbe senza dubbio una chat di gruppo su Whatsapp

Le chat sono lo strumento del demonio e chi ha dei figli, qualsiasi età essi abbiano, sicuramente sa di cosa sto parlando. Se vi mettono ansia le chat come: “Festa di compleanno di Tal Dei Tali”  vi assicuro che non sono niente rispetto alle varie: “Gruppo super-mamme scuola”. 

Eh sì, perché questo metodo di comunicazione diretto e che lascia poco scampo, si è diffuso ahinoi anche tra le mamme. Vi consiglio di pensarci bene prima di dare il vostro numero di cellulare perché una volta aggiunte al gruppo sarà dura uscirne senza morti e feriti. Fatta eccezione per i gruppi dove si decide un cinema, una pizza o una merenda con quelle mamme con le quali c’è feeling, quelli “di classe” io li evito come la peste. 

“Lorenzino ha avuto 37,2 ieri, non so se sia il caso di portarlo a scuola”

“Oggi Mariella ha fatto il suo primo ruttino vi mando l’audio :D”

“Io sono senza parole! Ho trovato Viola con un calzino infilato al contrario, ma le maestre dove hanno la testa???”

“Vi mando la foto della scarica che ha fatto Matteo prima di cena, secondo voi è virus intestinale?”

“Cosa compriamo per il regalo di Natale alle maestre?”

Ecco quest’ultima, sappiate, è la frase ultima prima della raffica di 300 n/s (notifiche al secondo) dalle quali difficilmente riuscirete più a sgarbugliarvi. L’argomento regalo di Natale, o di fine anno, alle maestre è sempre oggetto di lunghissime discussioni come: costo in centesimi, colore, materiale, utilizzo. Ve la potrete cavare bene solo rispondendo: “Ok, ottima idea, per me va bene”. Viceversa sarete inghiottite in una spirale dalla quale uscirete comunque dicendo la stessa cosa, quindi tanto vale limitare i danni.

Alcune scrivono la notte: sono quelle nel puerperio che verosimilmente allattano il secondo figlio e al posto di giocare a Candy Crush pensano a redigere monologhi di lamentele circa i servizi scolastici scadenti. Roba che se per caso dimentichi di attivare la modalità silenziosa si sveglia tutta casa.

Se poi ti verrà quella malsana intenzione di sganciarti dalla chat sappi che non ti rivolgeranno più la parola. Ti saluteranno a stento, con sorrisini di circostanza e il tuo nome in rubrica sarà Mammenesbatto. Se invece deciderai di restare, per il quieto vivere, di silenziare quanto basta nei weekend – anche se l’indice sfiorerà la spunta “1 anno” spesso e volentieri – sappi che non puoi esimerti dalle conversazioni, non è contemplato. Gli argomenti spaziano dalla lamentela sul servizio di ristorazione al baby blues personale di quella lì che non sai nemmeno come si chiama, passando per la diatriba Huggies vs Pampers. Roba che ci si lamenta di tutto, si disquisisce su ogni cosa, si raccontano cose che interessano a due mamme su trentadue – mentre le altre trenta a loro volta fanno lo stesso contemporaneamente – e comunque non si è mai d’accordo su niente. Se qualche mamma non va a genio alla triade che gestisce la chat sarà facile che verrà creato un sottogruppo del gruppo. Qui si sfiora la follia e anche un po’ il “trovati un hobby, fatti del decoupage o fatti e basta”.

Generalmente il ruolo di “amministratrice del gruppo” viene preso troppo alla lettera, ma succede a quelle mamme che hanno un forte bisogno di imporre le loro idee sulle altre e che probabilmente hanno anche poco altro da fare. Gente che fa parte di quel mondo spietato di mamme che criticano le altre mamme a prescindere. Tipo se metti lo smalto e ti curi ma anche se non lo metti e ti trascuri, se dai il cioccolato a tuo figlio o se decidi che glielo darai a quattordici anni insieme al motorino.

Vorrei solo dire una cosa a queste mamme: facciamo che per queste cose ritorniamo a parlare a voce, facciamo che sarò anche mammenesbatto ma delle duecento notifiche al giorno in cui si parla di niente faccio a meno, facciamo che non si mandano i messaggi alle tre della mattina. Facciamo come si faceva prima di Whatsapp: ci si vede a scuola e se ci sono delle cose delle quali parlare lo si fa lì….ma non di lunedì.

Con affetto una che lo smalto lo mette anche sul medio.


Ps. Se volete un’opinione maschile sulla questione io vi consiglio quella di Papà Avvocatolo, una visione perfetta, vi assicuro!

8 comments

    1. Avvocatolo la smetta! Il suo post è divino! Non ho smesso di ridere un secondo.
      Ps. Io sono mammafruscianteèuscitadalgruppo ✌️
      Un abbraccio

  1. Mi vanto di non stare in nessun gruppo …appena mi invitano ESCO…SEMPRE… E poi a voce dico…”scusate…sapete che sono negata con ‘stè robe…” passerò per mesozoica ma con il viso rilassata di una che non si è svegliata nel cuore della notte per decidere che festa fare per l’addio al nubilato di x o per la cicogna in arrivo di y….

  2. Caspita tesoro… I gruppi su WA!!! Il male vero… e sono stata inserita mio malgrado in un tot da cui non oso uscire, proprio perché, poi sennò, vieni presa malissimo!
    Sono in diversi gruppi di mamme dell’asilo, nel gruppo “junior club” del palazzo e persino in quello degli ex compagni delle medie (i miei ovviamente, segno che questa piaga si diffonde a macchia d’olio… ma l’amministratrice è sempre una mamma!)…
    Beh… il peggio è quando un membro compie gli anni di lunedì (che ormai con fb è di dominio pubblico! ): una serie di interessantissimi auguri di cui non frega nulla manco al festeggiato. Ecco, mi è successo ieri!

  3. …anche mia mamma è finita dentro i gruppi di mamme della scuola, però fortunatamente i figli sono grandi e quindi le discussioni su whatsapp sono meno da flebo…comunque stamattina mi sono svegliata arrabbiata nera perché ero convinta che fosse domenica e la sveglia era suonata lo stesso alle 6! Buongiorno insomma…rintronata tutto il giorno.

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