Cercasi rispetto full-time, astenersi misogini

Sabato 4 agosto 2018, passeggiando per le vie del centro di una Milano calda e ormai deserta, d’improvviso un pugno nello stomaco: un annuncio di un locale in cerca di una cameriera.

Fin qui tutto normale, la stagione estiva da sempre richiede un rinforzo dello staff di ristoranti e bar; la gente è tanta e sempre fuori casa.
Il problema è il come.
Su una tovaglietta di carta, di quelle marroni da mettere sotto al piatto, l’annuncio scritto con l’indelebile recita:
“Cercasi cameriera part-time, smart, bella e birbantella”. Seguono recapiti per chiedere informazioni, un thanks con punto esclamativo, qualche cuoricino e uno smile.

Resto immobile e scuotendo la testa mi ripeto che no, non può essere vero. Mi chiedo come si possa pensare di offendere in questa maniera le donne, tutte. Il loro lavoro, il loro cervello. Mi chiedo come si possa passare sopra il rispetto che ricordiamo essere il fondamento di ogni rapporto umano.

Ma come ci si può permettere di affiggere un annuncio del genere a pochi giorni dalla notizia che racconta di una ragazza che rientrando dal lavoro, in un locale milanese, in metropolitana è stata vittima di un tentativo di stupro.

Ma ce la stiamo facendo?

Lo avete visto quel video? Una ragazza sola, in metropolitana alle cinque della mattina e, cari signori del “vestita in quel modo se l’è sicuramente cercata” in tuta da ginnastica, viene attaccata più volte dal molestatore che desiste solo per lo spray al peperoncino che prontamente la giovane ha estratto dalla borsa e utilizzato.
Come potete, dopo questo e purtroppo tantissimi altri fatti analoghi,scrivere un annuncio del genere?!

Cosa significa birbantella? Giocherellona? Furba? Simpatica? Disinibita? Significa che la candidata deve passare sopra a qualche commento di troppo? Deve sorridere anche quando da ridere c’è ben poco?
Forse sto interpretando male.
Cosa significa bella? Essere belle è un requisito imprescindibile per concorrere a Miss Italia, non per servire un panino.
Certo il gradevole aspetto è richiesto in moltissimi settori ed è giusto che chi lavora a contatto con il pubblico sia pulito, in ordine e si presenti con cura; ma il bella che ho letto su quella tovaglietta, seguito dal birbantella, fa scivolare il mio pensiero su un altro significato di questo aggettivo.

No, non ce la stiamo facendo.

No, perché la cosa che più di tutte mi colpisce e ferisce davanti a questa offerta di lavoro è la calligrafia femminile con cui è stato scritto. È una mia ipotesi, ci tengo a sottolinearlo perché non ne ho la certezza, ma quei cuoricini e quello smile, la rotondità dei caratteri e l’armonica precisione delle parole a me fa venire in mente una mano femminile. Ed è qui la sconfitta più grande: una donna che scrive un annuncio del genere, seppur probabilmente non partorito da lei direttamente (voglio sperare), e che non comprende la gravità delle parole che sta mettendo insieme tra un cuoricino e l’altro.

Ho telefonato per chiedere spiegazioni, perché passati due giorni quel nervoso e quel senso di ingiustizia non mi passa. Non sono una femminista integralista, non brucio reggiseni ma credo nella libertà e nel rispetto di ogni individuo, ora più che mai nei confronti delle donne. Detesto le ingiustizie, su qualunque sesso, genere, etnia, forma, pensiero esse siano rivolte e non mi riesce di girare la faccia e fare spallucce. Perché quella cameriera oggi non sarò io ma lo sono stata ieri, quando, un collega mi ha obbligato a pulire il gabinetto rifiutandosi di darmi i guanti. Restando lì appoggiato allo stipite della porta a controllare, a godersi lo spettacolo con i guanti in tasca.

Mi è stato detto, da un uomo, che è stato dato un carattere frizzante all’annuncio e che birbantella è soltanto un modo di esprimere la richiesta di una figura intraprendente, che ci sappia fare con la gente e con un bel sorriso. Sarà, ma a me questo tipo di bollicine restano sullo stomaco.
Ho chiesto allora se le parole di quell’annuncio non fossero un messaggio offensivo per le donne e mi è stato risposto che probabilmente io l’ho letto in maniera sbagliata, negativa e che nessuno intendeva offendere nessuno.

Questo minimizzare tipicamente maschile non mi ha sorpresa, mentre a deludermi è quella (ipotetica) calligrafia femminile e mi chiedo quando noi donne saremo in grado di fare squadra, superando le chiacchiere sullo stadio della cellulite dell’una e dell’altra. Quando smetteremo di farci lo sgambetto e ci prenderemo per mano. Quando capiremo che non è sempre una sfida, una guerra alla più bella, alla più magra, alla più bionda ne saremo fuori.
Le battaglie sono altre, oggi più che mai, e ci vuole empatia per vincerle.

Solo a quel punto avremo vinto davvero, tutte insieme; e a quel pennarello, per scrivere annunci di merda come questo, non toglieremo nemmeno il tappo.
Senza esitare un secondo perché se fa male a te allora fa male anche a me.

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