Cartellonistica femminile, giornate no al quadrato

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Lo capisci subito, la sensazione è istantanea, appena apri l’occhio destro la mattina dentro di te hai già intuito che sarà una pessima giornata.

È come se le forze universali siano settate al contrario. I poli negativo e positivo invertiti pericolosamente.

Suona il citofono: la postina, una bella donna dal sorriso gentile che però appena apre la bocca appare dolce come la bambina dell’esorcista: “Signora è una multa ahia!” e tu ancora a piedi nudi nel vialetto con gli occhi incollati dalle caccole del sonno bofonchi qualcosa sperando di sembrare sveglia da più di cinque minuti. La firma ti tradisce e in verità tradiscono anche le mutande di tuo marito che hai scambiato per pantaloncini.

Apri la busta verde speranza (sperando che abbiano sbagliato e ti abbiano mandato un buono da spendere da Patrizia Pepe perché sei stata diligente) ed eccola lì: duecentoquarantaeuro per eccesso di velocità, la stessa velocità con cui esprimi il tuo disappunto a parolacce irriproducibili.

Se è vero che la postina suona sempre due volte, la giornata NO resta direttamente attaccata al citofono

D’accordo la giornata è iniziata male ma bisogna andare avanti e pensare positivo. Ed ecco che a rovinare i tuoi già traballanti buoni propositi arriva l’armadio: quel nemico Ikea laccato bianco che durante la notte fa sparire i vestiti che ti stanno bene. Si perché in quelle giornate ti cambi dalle cinque alle sette volte e non ti sta bene niente e sai perché succede? Perché ti sta arrivando il ciclo, così se prima era solo una giornata “NO” adesso è una giornata “NOALLASECONDA”.

Quella voglia assurda di mettere i pantaloni bianchi sotto ciclo? Vi capita mai? Ma perché?

Va bene siamo donne, siamo complicate. Ma quei pantaloni bianchi li mettiamo se va bene una volta nel mese di agosto al mare col picco di abbronzatura, prima che le spalle si spellino come i pitoni sotto la muta, non con la ritenzione idrica di novembre inoltrato.

Con fatica riesci a vestirti, male in effetti ma ci riesci, esci di casa perché finalmente hai appuntamento con il parrucchiere. Dovresti già sapere in cuor tuo che se non sei più che di ottimo umore stai rischiando grosso, ma si sa noi amiamo la sfida e se una cosa sarebbe meglio evitarla quella è la volta buona che vogliamo farla a tutti i costi. Quindi via, si entra.

Parrucchiere: “Ciao Carissima, cosa facciamo oggi?”

(Tradotto: oh Gesù, vediamo questa bipolare oggi cosa ha il coraggio di chiedermi. Sarà venuta ancora con la foto di Jennifer Lopez?)

Tu: “Ciao Tesoro, guarda vorrei: tagliare un po’ i capelli ma non troppo, scalarli ma tenere la lunghezza, fare una frangia che all’occorrenza si trasformi in ciuffo, per il colore direi più chiaro di così ma più scuro di quello là e per la piega lisci con le punte mosse.”

(Tradotto: tanto qualsiasi cazzo di cosa farai non andrà bene, sono stata chiara? Eh? Eh?)

Esci dal parrucchiere, ovviamente scontenta perché sono troppo corti, la piega fa schifo, il colore non è come volevi e non ti hanno offerto il caffè.

Come puoi migliorare questa giornata “NONCISIAMOPROPRIO”?

Shopping! Sì un pochino di shopping terapeutico fa bene all’anima e allo spirito.

Entri nel negozio e la solerte commessa ti saluta dandoti del Lei. Esci di corsa perché va bene hai 29 anni e oggi è una giornata “NO” ma sarebbe peccato commettere reato, pur avendo l’attenuante delle ovaie isteriche.

Finalmente trovi qualcosa che fa per te, ma: non c’è la taglia, c’è in un colore osceno, ce l’hanno in un altro negozio, non ti sta bene, costa troppo, l’abbiamo appena venduto, sul cartellone lo indossa Kate Moss e te col cartellone hai in comune solo la forma a rettangolo.

Te ne torni a casa con niente in mano, che pesa più di dodici borse di acquisti con un cartello mt 5×2 con scritto “Attenzione donna in pre-ciclo“.

In auto mandi a quel paese più o meno una ventina di persone senza motivo che però, letto il cartello, ti guardano con compassione.

Mandi al diavolo anche la dieta e ti abbuffi di ogni cosa più o meno commestibile che ti capita a tiro passando dal dolce al salato, mentre dalla porta entra in punta di piedi tuo marito provando a non farsi vedere, anche lui ha letto il cartello e sa che gli toccherà subire un cazziatone più o meno meritato.

Nelle giornate così non c’è niente di buono, niente. È inutile che la gente continui a dire: “Ma dai, forza, c’è di peggio oppure: “Sorridi che la vita ti sorride”.

No! In quelle giornate se anche provi a sorridere la vita non ti sorride, ti deride. Il bicchiere sarà certamente mezzo pieno in quelle giornate, ma di quelle cose che non ti piacciono, come l’antibiotico denso e rosa da bambini, l’odore dei broccoli, la cellulite, i capelli crespi…sarà pieno di quelle cose li quel cazzo di bicchiere.

Quindi per favore, abbiate pietà, da qualche parte là fuori una donna col ciclo si sta provando dei pantaloni bianchi.

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