Blablabla sul post parto. Settimana #4

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SETTIMANA #4

È quando pensi di avere la situazione in pugno che arriva lei: la settimmerda. La settimana di merda.

Ma quale situazione sotto controllo. Le tre settimane passate sono state solo un piccolo rodaggio. Qualche giro per un motore fermo da anni, impolverato, con le guarnizioni smangiate. Era anche andata troppo bene in effetti, ma si sa che a girare senza olio prima o poi si grippa.

Ecco. La quarta settimana qua si è grippato tutto.

E poi si sa: con i bambini è così. Non bisogna mai dire le cose ad alta voce. frasi come: “È bravo, mangia e dorme” non andrebbero mai nemmeno pensate, figuriamoci pronunciate. Tuttavia qualche imprudenza capita ed è sempre la stessa storia: non appena ti sembra di avere preso un ritmo, o che l’abbia preso tuo figlio, chissà perché tutto inciampa. Avete presente quando ne capita una dietro l’altra? Quando un mucchio di eventi catastrofici si susseguono uno dopo l’altro scatenando il tipico effetto domino? Ecco al posto delle tesserine metteteci una serie infinita di vaffanculo. Uno dopo l’altro, perfettamente allineati. Si inizia con il primo e non si riesce ad interrompere la catena fino alla fine.

E non è che si voglia essere pessimisti, è che purtroppo esistono settimane così. Quelle che è solo mercoledì? No, dai giura! Che se racconti che piega hanno preso la gente strabuzza gli occhi e non ci crede – oppure si tocca, lì dove non batte il sole, con poca eleganza e molta scaramanzia. Perché è così: si pensa che la sfiga sia contagiosa e che si attacchi come un herpes, che solo a guardarlo l’angolino della bocca inizia a prudere.

E invece no!

La sfiga resta incollata addosso al suo prescelto e come una dea col 666 sul codice fiscale lo limona duro. Solo che lei ha la fiatella mica i numeri vincenti.

La sfortuna ci vede e ci sente benissimo e spesso fa dei suoi bersagli preferiti proprio le madri. Non si tratta di vedere bicchieri mezzi vuoti o di baby blues. È un dato di fatto, un’evidenza scientifica, come lo è l’oroscopo di Paolo Fox e il moccolo del giovedì sera. Garantisco che se c’è qualcosa che preannuncia la settimmerda quello è il moccio al naso di vostro figlio. Il naso colante, l’occhietto lucido che generalmente vi convincono a fargli saltare la scuola il giorno seguente in via precauzionale – non si sa mai che si ammali – lui è già impestato di germi e voi troppo poco rassegnate.

Una settimana che non inizia mai di lunedì ma sempre di giovedì, quando il weekend è alle porte e magari il tempo non fa nemmeno tanto schifo.

 Il giovedì c’è Masterchef. Spesso lo guardiamo perché abbiamo la stessa vita mondana di Pippo Baudo e perché è un programma del quale si può capire tutto, al contrario di un film, anche nelle uniche tre configurazioni possibili convivendo con dei bambini:

  • Con il muto. Cracco ha un ottimo labiale al contrario di Bastianich mentre di Cannavacciuolo si traducono le manate sulle spalle.
  • Tra una colica e un sondino e un puzzle 150.000 pezzi degli Avengers.
  • Facendo continuamente zapping tra Iginio Massari e i Super Pigiamini.

Eh sì perché qualche volta capita di voler guardare qualcosa di leggero, senza sentirsi in colpa se le palpebre ad una certa – e vergognosa – ora dichiarano la resa. Perché di film mollati a metà ne abbiamo tanti a curriculum e siamo un po’ stufi di non sapere mai chi ha ammazzato chi. E allora Masterchef sia! Sempre che non vada in onda il giovedì della settimmerda. Perché in questo caso non ci sarà verso e il titolo del programma diventerebbe: Mastermerd, la dura vita dei sondini per neonati.

Ma che volete che sia, la notte è lunga è vero. Ma prima o poi la mattina arriva – arriva? – e in quella bella tazza di caffè insieme a qualche biscotto finisce anche l’incubo della notte bianca appena trascorsa.

C’è di peggio. Tipo i pidocchi. Perché un bambino con il mal d’orecchio, una mamma con l’influenza, un papà con la febbre e un neonato con le coliche vorrai mica che siano abbastanza.

Nel pacchetto all-inclusive della settimmerda c’erano pure i pidocchi.

Le linee guida dicono di fare il trattamento al soggetto che presenta pediculosi e a tutti i membri della famiglia. Sapete che spasso passare il venerdì sera a spulciarci tutti come scimmie? Io che ho più capelli che anima poi.. Bisogna poi lavare accuratamente biancheria, vestiti, peluche e affini che siano entrati in contatto con la testa del malcapitato – cioè praticamente ogni fibra di casa. Per un attimo – o forse anche di più – ho meditato di dare fuoco alla casa e poi di rasarmi a zero come Britney Spears quando si aveva finito lo Xanax dal parrucchiere. 

E comunque poteva andare peggio. Poteva per esempio succedere che la macchina non partisse o che la maniglia della porta blindata si rompesse…

Ah no, è successo anche quello.

Vabbè dai, poteva andare peggio.

 


Blablabla in caso di emergenza

Cercate di recuperare delle risorse da spendere in shopping terapeutico. Rompete maialini, svuotate vecchie borse, mendicate. Fate come vi pare ma regalatevi qualcosa che vi piaccia; è una pratica che mette sempre di buon umore.

Inspirate – la sfiga – ed espirate ad alta voce – i vaffanculo. Da ripetere centomila volte più una.

Le settimmerde finiscono, non necessariamente di domenica ma finiscono.


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