Blablabla sul post parto. Settimana #3

notte_neonato_coliche

SETTIMANA #3

La terza settimana ormai si è abbastanza organizzate:

la borsa cambio ha dentro tutto, non come la settimana precedente quando hai spogliato il piccolo, buttato il pannolino sporco, sfoderato il set salviette-cremina-acqua profumata per poi accorgerti che i pannolini puliti sono rimasti a casa. Ecco adesso queste cose non capitano più, alla sera si controlla che nella borsa ci sia tutto il necessario, come una brava scolaretta che prepara la cartella prima di andare a dormire. Ecco, io la cartella l’ho sempre improvvisata al mattino, in ritardo, col saccottino al cioccolato in bocca.

Col tempo sono migliorata e, grazie ai miei sporadici raptus di riordino compulsivo, riesco ad uscire di casa con il 98% degli strumenti che mi servono per sopravvivere. Il restante 2% mi regala quel brivido di adrenalina tipico dell’arte dell’improvvisazione. Meglio conosciuta come: “E mo’ come cazzo faccio?”

Si esce quindi. Si torna alla vita di sempre: si accompagna il grande alla materna, si beve un caffè nel solito bar, si fanno commissioni, la spesa e magari un giro alle Poste. Come sempre su dieci sportelli sette si presentano con giù le veneziane, due operativi e uno con un impiegato tutto “affaccendato” che è lì per dire che lo sportello è chiuso e che sta facendo altro. Tipo giocare a solitario. È talmente ligio ai suoi doveri che non può nemmeno allungarti il cedolino per la raccomandata con ricevuta di ritorno; ti devi fare la fila per chiederlo allo sportello aperto, compilarlo e poi ti rifarti la fila per consegnarlo. È la dura legge delle Poste, qui l’ottimizzazione del tempo non esiste. Quando entri, dopo la crisi di identità di fronte alla macchinetta erogatrice di biglietti, ti metti in fila. Non sei sicura – mai – di aver schiacciato il bottone giusto così chiedi al solito branco chiassoso di vecchiette presente nell’ufficio. Hanno tutte il mocassino scamosciato con inserti in vernice testa di moro, chissà perché. Quella dalla coiffure più importante, dopo averti confermato di essere nel posto giusto, vede spuntare il piccolo dagli strati di coperte nel passeggino. Parte subito il coro di Ohhhhhhh ma che bel, ma che piscinín che l’è. E con questo una serie di domande fastidiose tipo: “Ma lo allatta lei?” o “Ma non è troppo piccolo per uscire?”. Dopo la sfilza di quesiti impertinenti arriva, insieme al vostro augurio che si stacchi quel dannato adesivo per dentiere, la domanda delle domande.

L’interrogativo tipico che una neo mamma si sente rivolgere in continuazione:

“Ma la notte dorme?”

“Sciura cosa vuole che dorma?! È un neonato!”

No che non dorme! Perché è empiricamente provato che se esistono bimbi che dormono questi non sono mai i tuoi. Sono bambini destinati a genitori mattinieri che non apprezzano dormire fino a tardi. Quelli che vanno a correre alle sei della domenica mattina, giorni della merla compresi, per intenderci. Gente a cui la privazione del sonno fa il solletico. Come quelle positive alla toxo che ti dicono, davanti ad un tagliere di Culatello di Zibello, di non apprezzare particolarmente i salumi.

Ecco, la notte è il vero problema.

E di notte i neonati non se ne fanno mancare una: dalle coliche alla fame implacabile non c’è pace per noi genitori, stanchi e con le occhiaie ormai tatuate in viso. Non si discute, i primi mesi sono difficili e la mancanza di sonno crea scompensi non indifferenti anche nelle persone più equilibrate, delle quali io di certo non faccio parte.

Di notte le mamme camminano stanche su e giù nella penombra dei corridoi. Illuminati solo dalla luce provocata dal dolore, acuto e soffocato, delle botte alle dita dei piedi contro gli stipiti delle porte. Di notte le mamme allattano, di continuo. Un open bar dei più devastanti, che in confronto quelli delle serate di qualche anno prima erano acqua fresca. Di notte le mamme piangono perché i loro figli piangono. No! Bugia. Piangono solo perché vorrebbero dormire.

Di notte le mamme si mettono a dieta, dopo essere andate in cucina e aver divorato mezza tavoletta di cioccolato. Di notte le mamme curiosano su Instagram i profili di gente magra e sempre al mare, gente abbronzata e con i capelli che sanno di olio di cocco. Poi si deprimono un po’ e allora per tirarsi su aprono un sito di shopping on line. Infilano nei carrelli di tutto il web una quantità imbarazzante di capi: maglioni in lana (così mi coprono le chiappe) e bikini (che da domani addominali come non ci fosse un domani), shorts taglia 36 e camicette xxs (che tanto poi ci dimagrisco dentro). Poi non contente cambiano sito e si iscrivono in palestre nelle quali non solo non metteranno piede ma neanche il lucchetto all’armadietto.

Di notte le mamme si sentono in colpa, si promettono di essere migliori il mattino dopo. E lo sono, sempre. Soprattutto quando, aprendo la mail, si ritrovano messaggi di posta da tutti quei siti che chiedono cosa c’è che non va. Domandano perché abbiano abbandonato i carrelli senza completare le transazioni. E lì, davanti ad un caffè e a tutta quell’accozzaglia di cose mezze acquistate si scoprono migliori per davvero.

Perché non c’è niente che non va in effetti. Nonostante tutto basta guardare quei due occhietti perché una o mille nottatacce vengano cancellate con un sorriso. Altrimenti basta pensare alle vecchiette delle Poste.

 


Blablabla in caso di emergenza

Lo shopping è un’ottimo passatempo durante le poppate notturne. Ricordati che su Instagram la gente mente spudoratamente. Tante cose fuoricampo non si vedono e per la cellulite e le smagliature esistono i filtri. E Photoshop solleva le chiappe.

Gli short xxs stanno bene alle senza culo. E un po’ di culo nella vita serve sempre.

Ogni momento duro passerà, non saranno tutte così le notti. Si tratta di avere pazienza e di tenere duro che ben presto ricorderemo con un sorriso queste notti bianche…ah era una smorfia, non un sorriso?


I Blablabla della Settimana #2 

I Blablabla della Settimana #1 

3 comments

  1. Che meraviglia scoprire che non sono poi così anomala: in fondo sono una mamma proprio come tutte le altre, stanca ma felice, dubbiosa ma orgogliosa, che trascorre le notti ad allattare e passeggiare per casa perché i neonati non dormono…tutti i neonati non dormono…punto!

    1. Sei in ottima compagnia Mari. Qui stasera colica. Schiena a pezzi e occhiaie ma il sorriso non si spegne mai. Hai ragione tu; stanche ma felici. Poi vabbè se proprio volessero farci dormire quelle sue ore in più….. 😀 un abbraccione mamma Mari

Cosa ne pensi?

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: