Barbie si è rotta le palle, perché cari miei lei ha anche quelle

Rivoglio la mia cara e vecchia Barbie!

non fraintendetemi, non è che la Curvy, la Petit o la Tall siano belle è che tutto questo “politically correct” in perfetto stile americano mi nausea.

Mi è salita la caponata delle 12.30 appena ho letto le parole:

  • evoluzione in casa Mattel
  • accettazione delle diversi canoni estetici
  • una bambola per tutte

Ma diamine stiamo parlando di un giocattolo, una bambola. Davvero i valori passano tutti da qui? È per colpa di Barbie che le ragazze smettono di mangiare?

Io non credo.

Il mondo del gioco è un mondo fantastico e ciò non deve necessariamente fare rima con reale. Altrimenti cosa ne faranno di Batman? Anche lui ha un bel macchinone del quale non paga di certo il superbollo, se la ragioniamo in questo modo allora sarebbe bene farlo andare a salvare Gotham City su una bella utilitaria elettrica, così non rischieremo che i nostri figli vengano su frustrati se non avranno 400.000 euro di auto nel box.

Non siamo Barbie siamo donne normali ma chi non ha sognato i capelli lunghi e biondi e i lineamenti perfetti? Chi non  immaginava di viaggiare su quel camper rosa shocking o di aprire l’armadio una mattina, prima che la campana di terza elementare suonasse, e trovarci gli outfit di Barbie Malibù o della Totally Hair. Ma non penso che le crisi di un adolescente, possano derivare dall’impossibilità di assomigliare a Barbie.

C’è stato qualche caso preoccupante è vero, ricordo un ragazzo che si sottopose a innumerevoli interventi chirurgici per assomigliare a Ken e una ragazza fece lo stesso per emulare la bambola bionda. Credo però che siano casi borderline, di persone che purtroppo hanno dei disagi radicati altrove, non certo scaturiti da una troppo perfetta bambola in plastica.

Penso che i valori e le sicurezze si trasmettano ai figli facendoglieli respirare, raccontando cos’è il mondo e chi ci vive. Bisogna dirgli cosa è bene e cosa è male, cosa significa essere belli.

Perché essere bello è un concetto enorme che abbraccia certamente l’aspetto esteriore di una persona ma soprattutto il carisma, le parole, la simpatia, il sorriso e perché no quella strana espressione e quel dentino un po’ storto che si vede quando ridi.

È questo che si può fare.

Perché quando le nostre figlie finiranno di giocare con le Barbie si affacceranno al mondo della rete, dei social network e questo coinciderà con il loro periodo più difficile, quello che abbiamo vissuto tutti. L’amica più bella di te, qualche chiletto di troppo, un seno troppo piccolo, troppo grande, i brufoli, l’apparecchio ai denti. Quel senso di inadeguatezza. Credetemi non sarà il ricordo di una bambola perfetta a far piangere quella piccola adulta; saranno i compagni di classe, i fidanzatini rubati, i messaggi dei media, quelli della moda, quella perfezione che ormai nella società dell’apparire sembra essenziale raggiungere.

Salirà lì la frustrazione, cercando di spiegarle che diventerà una donna bellissima e che per te lo è già. Che bellissima vuol dire tante cose che Instagram non dice.

Sarà la tal stilista, che vende solo taglie 38, a farla sentire uno schifo e non si sentirà di certo meglio se saprà che la Mattel ha inventato la Barbie Curvy. Perché lei forse preferirebbe non essere curvy e in questo non c’è nulla di sbagliato.

E con Barbie ci avete parlato? Cosa dovrebbe dire lei che da quando è nata le avete dato della bionda scema?!

Lei direbbe che non è vero, che si è candidata otto volte alla presidenza degli Stati Uniti, che è andata sulla luna, che ha giocato a basket, cantato in una band, è stata una perfetta casalinga, ha fatto l’attrice, corso in auto, è andata a cavallo, si è arruolata nelle forze armate ed è stata ambasciatrice UNICEF. Ma non è bastato a farvi cambiare idea su di lei.

E voi? cosa avete fatto? Le avete anche dato la colpa.

Al Mudec di Milano è in scena la mostra Barbie the icon perché Barbie è davvero un’icona. È una donna con le palle, bella e intelligente che non ha bisogno di scusarsi con nessuno men che meno con una società che sposta l’attenzione da quelli che sono i problemi veri del nostro tempo.

Perché  i sogni di bambina sono anche questi: il ballo, il vestito, le scarpe col tacco e il principe azzurro…a proposito, vogliamo smontare anche quello? Perché allora vogliamo il Ken con la pancia e quello con l’alopecia.

2 comments

  1. Io sto con Barbie, la vecchia Barbie degli anni ’90. La Barbie bionda, mora, rossa, la Barbie Benetton, Hawaii, e tutte le altre che avevo di cui ricordo il viso ma non il nome.
    Passavo giornate intere ad arredare le loro case improvvisate in ogni angolo di casa e a vestirle per le varie occasioni… mi chiedo, adesso come si fa? Ogni tipologia avrà la sua taglia, che sbattimento!
    E poi ci saranno tante Barbie realistiche a contendersi dei Ken tutti perfetti, ben più frustrante di prima che erano tutti belli e ganzi!

    1. Hai ragione, non avevo pensato al problema “Ken” (che tra l’altro vorremmo a questo punto fosse più realistico anche lui panzetta compresa)

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