Gli auguri di un Uomo alto quasi un metro

Oggi è la festa delle Donne

Non sono mai stata una da festeggiamenti, infatti ieri sera ho mangiato una pizza a casa circondata da alcuni degli Uomini della mia vita: Stefano, Doppia T e il mio migliore amico Nico, mancava il mio adorato Papà e saremmo stati al completo.

Stamane mi sono svegliata presto, come sempre ormai da quando sono mamma, i primi auguri me li ha fatti proprio il mio bambino Doppia T che intorno alle 06.00 ha iniziato a chiamarci, dalla sua stanza, per essere portato nel lettone. Una volta sprofondato tra i due grandi cuscini e acceso la modalità insonorizzazione completa, si è riaddormentato.

Verso le 07.30 si avvicina dolcemente a me e mi fa le carezze sul viso, con quelle sue piccole manine prima si dirigeva sulla fronte e poi sulla guancia. Provando alcune volte a svegliarmi per scendere di sotto e fare colazione. Ma si sa, un genitore le prova tutte per restare a letto il più possibile, prima di gettare la spugna e scostare il piumone ikea grado di calore 6 finge addirittura di essere privo di sensi.

Ma mamma e papà non sono i soli ad escogitare tecniche innovative, anche i figli compiono ricerche continue sulle metodologie di risveglio rapido sul genitore alfa. E queste spesse volte sono dolorose: dalle testate sulla piramide nasale ai calci sforbiciati multipli. (vedi post dedicato)

Doppia T proprio stamattina ha trovato un nuovo modo di svegliarmi: infilarmi ripetutamente e silenziosamente le dita nel naso.

Si, avete capito bene, prima le carezzine, le coccole, i bacini, poi l’indice infilato a tradimento nella narice. Prima nella destra, poi nella sinistra. Nel momento in cui il genitore si rilassa, convinto di poter socchiudere gli occhi ancora dieci minuti, quando la bocca, dapprima serrata, si abbandona…ZAC! Ecco che il tuo figlio ti ficca il ditino nel naso, tutto il ditino, cercando di capire se anche nel tuo vivono i “capperotti”.

Non so se sia capitato anche a voi ma la sveglia è immediata e anche abbastanza fastidiosa.

Nonostante tutto gli auguri del mio ometto e di Stefano sono stati dolci e semplici, come piacciono a me, il primo che inizia a chiamarmi per nome, dicendo:

Ancecca, ecca, ansecca.

Il secondo con un grande abbraccio e un grande bacio.

A voi, Donne che leggete il blog, auguro che qualcuno vi renda felice e vi faccia sorridere proprio come è successo a me stamattina. Ridere per un dito nel naso, ridere di niente. Vi auguro tutto il bene delle piccole cose.

E se avete bisogno, qui troverete sempre qualcuno pronto ad ascoltarvi.

Un abbraccio.

Francesca

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