Al parchetto sotto mentite spoglie

Al parchetto sotto mentite spoglie

Esiste un luogo pericolosissimo per la salute mentale delle mamme presente in ogni quartiere della città e frequentato da bambini scatenati e urlanti, soprattutto durante la bella stagione.

Sto parlando del parchetto

Luogo della perdizione del gossip materno, teatro di scambio di consigli non richiesti e giudizi facili.

È empiricamente dimostrato che ogni parchetto è frequentato da più specie di mamme: alcune vanno d’amore e d’accordo, altre fingono una convivenza pacifica per la sopravvivenza. Una tregua valida sul campo, disseminato di cacche di cane e carcasse di bruchi, delimitato dal cancello e che ha fine varcata la soglia d’uscita.

Capita che le mamme si distinguano per filosofie di vita, anche se spesso si aggirano tra le altalene sotto mentite spoglie

C’è la Mamma Bio che offre a suo figlio semi di lino e zucca per merenda e cerca di convincerti sulla quantità di vitamine e omega 3 necessari a soddisfare il fabbisogno giornaliero di un bambino. Intanto tu fai scoppiare un sacchetto di patatine del bar fra le mani pensando che i polifenoli siano amici dei palmipedoni di Alice nel Paese delle Meraviglie. Mamma Bio è amica di Mammuchina, la mamma che disinfetta ogni tre granelli di terra le mani del figlio. Il pericolo più grande per lei è rappresentato dalla fontanella dalla quale i bambini riempiono le loro bottigliette di acqua e stafilococchi. Tiene lontano il figlio come se vi scorresse acqua del Gange.

C’è la Mamma che wow dall’outfit perfetto, di quelli che vogliono sembrare casuali ma che in realtà sono pensati e mai improvvisati. Lei ha un figlio vestito come un catalogo moda della spring/summer successiva. Indossa t-shirts di tendenza, felpine con la zip slacciata perché fa fico, scarpe piene di lacci che si slacciano ogni tre passi, pashmine stampate alle quali si ingarbuglia sulla giostrina che gira e jeans super skinny. Così skinny che gli è impraticabile la scalata per raggiungere lo scivolo.

Su qualche panchina c’è anche lei: la Mamma mail. Un strana creatura della quale si conosce poco, si sa solo che è sempre al telefono con un interlocutore misterioso al quale puntualmente dice di inviare tutto via mail. A volte capita di non accorgersi che è nel bel mezzo di una telefonata – perché utilizza l’auricolare – e di provare a scambiarci due parole. Prontamente lei col palmo della mano stoppa la conversazione e si allontana annuendo e dicendo: “Perfetto, allora mandami tutto via mail”.

Tuttavia il mio vero terrore è lei: La Wonder Mamma

La Wonder Mamma è bella, gentile, simpatica, sempre sorridente anche col Saturno contro. Non conosce sindrome pre mestruale e ha la piega sempre in ordine, quella che tu in genere riservi alle feste di Natale ma senza l’odore di cappone. Ha le unghie smaltate e della giusta lunghezza, mai un angolino sbeccato, un anulare mangiucchiato o che ne so una pellicina sollevata. Ha un figlio biondo e bravo che risponde sempre quando viene chiamato, non si sporca mai, colora sul foglio e non sul tavolo e beve succo di frutta senza schiacciare il brick.

Quando ci si incontra al parchetto è impossibile non scambiarci due chiacchiere, ha dei denti così allineati e bianchi che in un attimo ti ritrovi a nascondere i tuoi. Come quando al ristorante si vuol nascondere il prezzemolo tra gli incisivi, stessa paresi labiale.

Anche lei è incinta e non so come finiamo a parlare di svezzamento

Mi racconta di come il suo Lorenzino abbia da subito accettato la pappa solida, pulendo i piccoli piattini in Bioplastica  che le ha regalato la cognata. Mi ha fatto sotterrare sotto chili e chili di liofilizzato di agnello e vergogna mentre mi raccontava di quanto sia semplice e salutare preparare gli omogeneizzati in casa.

A lei non è mai successo di passare sette ore in cucina a lessare verdure, passare le verdure, lavare, sterilizzare i contenitori, riempirli e congelarli. Sentirsi organizzate come Mary Poppins salvo poi rientrare in casa, dopo tre giorni, e alzare con immenso sconforto l’interruttore generale del quadro elettrico. Aprire il freezer e capire che delle sette ore di condensa sui vetri si sarebbe salvata solo la bottiglia di vodka dell’ultimo cassetto. Ma la Wonder Mamma non lo sa, ed io non me la sento di passare per quella che si mangia le unghie e che ha avuto uno svezzamento travagliato.

Mento. Mento spudoratamente

Sì, fingo che Doppia T abbia da subito apprezzato il mini menù stellato della sua mamma. A tratti esagero descrivendo un grembiule ricamato a mano dalla bisnonna, prezioso quanto quel ricettario segreto scritto in alfabeto farfallino che: “guFUaFArdaFA noFOn poFOssoFO proFOpriFIoFO paFAssaFArtiFI laFA riFIceFEttaFA“. 

No! Non me la sento di dirle che Doppia T ha sputato pappe a getto per tre mesi, che tante volte mi sono arresa al latte e ho fatto peggio facendo un cha cha cha con lo svezzamento di Tommy. Un passo avanti e due indietro. Non posso dirle che la sua prima pasta al sugo me la sono mangiata io piangendo in cucina, col suo cucchiaio ergonomico, mentre lui preferiva il biberon. Non intendo confessare nemmeno quella volta che gli ho cucinato una mini frittata decorandola come fosse la faccia di un coniglietto: due pezzi di carota al posto dei denti, julienne di zucchine come baffetti, patate lesse al posto delle orecchie. Dopo ventiquattro secondi la faccia del coniglio sembrava avesse fatto un frontale in tangenziale. Quella è stata la prima e l’ultima mia performance di creatività applicata come strategia per far mangiare mio figlio.

Annuisco anche quando la Wonder Mamma mi racconta di come Lorenzino adori tutta la frutta anche se sulla spalla ho la versione diavoletto tascabile di Doppia T che mi ripete: “OvettoKinderOvettoKinderOvettoKinder”. 

Arriva l’ora di cena e tutte ci avviamo all’uscita. Chi con i figli per mano, chi li insegue correndo, chi li trascina perché in preda ai capricci.

Tutte oltrepassiamo quel cancello e finalmente siamo libere di essere solo noi stesse

Un po’ come quando saliamo in macchina e slacciamo il bottone di quel paio di jeans troppo stretti. Con i nostri errori e i nostri pregi, con i fallimenti e le vittorie. Ripromettendoci solo di migliorare, e magari iniziare la dieta, o far spostare quel bottone dalla sarta.

Saluto Sara, la mia Wonder Mamma con questo post. Mi riprometto di diventare un po’ più simile a lei e inizio proprio col procurarmi tutto il necessario per il mio prossimo svezzamento che, ne sono certa, sarà da manuale. Fate anche voi incetta di prodotti per la pappa sul suo e-shop, avrete uno sconto del 5% da utilizzare da oggi a martedì 25 ottobre 2016 e se riempirete il vostro carrello per 105,00 euro la spedizione sarà gratuita.



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